Una cantina in casa funziona quando è pensata insieme all’edificio. Aggiunta a lavori finiti, resta quasi sempre un compromesso: un locale di risulta, un impianto rumoroso, una parete che condensa. Inserita nel progetto fin dalle prime tavole, diventa un ambiente controllato e, se il committente lo desidera, una parte della casa da vivere.
Federico Cappellina Architects affronta la cantina come ogni altro spazio della residenza: partendo dal luogo, dalla luce e dal modo in cui il committente intende usarla.

Cantina di conservazione o stanza da mostrare
La prima decisione riguarda l’uso. Una cantina di sola conservazione può stare in un locale interrato, cieco e di servizio: conta la stabilità delle condizioni, non l’immagine. Una cantina da mostrare, vetrata verso il soggiorno o collegata a una sala da degustazione, pone un problema più difficile: deve mantenere un clima diverso da quello della stanza accanto.
Le due scelte portano a progetti differenti per posizione, dimensione, isolamento e impianti. Per questo la domanda va posta all’inizio, insieme al numero di bottiglie previsto e alla durata di conservazione desiderata.

Nella villa AV Home la cantina è stata inserita nella cucina: un vetro scuro a tutta altezza, tra due pannelli in legno, la mostra senza aprirla alla luce e al calore dell’ambiente.
Temperatura e umidità di una cantina in casa
Il vino chiede costanza più che un valore assoluto. Liebherr indica una conservazione ideale a 10–12 °C e un’umidità relativa tra il 50 e l’80%; Altroconsumo parla di un’umidità costante tra il 60 e il 70%, fino a un massimo del 75%, con una buona ventilazione per evitare muffe. Un ambiente troppo secco danneggia il sughero, uno troppo umido favorisce muffe e microrganismi.
Sono valori di partenza, da definire caso per caso con il progettista degli impianti in base al clima del luogo e al tipo di vino.
Dove collocarla
Il piano interrato è la posizione più favorevole: il terreno attenua le oscillazioni di temperatura e l’ambiente è lontano dalla luce diretta. Non basta però che il locale sia sotto terra. Vanno verificate le pareti controterra, l’umidità di risalita e la vicinanza a centrali termiche, lavanderie o altre fonti di calore e vibrazione.
Quando la casa non ha un interrato, la cantina può occupare un locale interno al piano terra, purché separato dalle facciate esposte e dimensionato per un impianto adeguato.

Isolamento e barriera al vapore
È il punto in cui si commettono gli errori più costosi, perché restano nascosti nelle pareti. La cantina ha un’umidità più alta del resto della casa e il vapore tende a migrare verso gli ambienti più caldi e secchi. Senza una barriera al vapore continua, posta sul lato caldo dell’isolante, la condensa si forma dentro la parete: ne derivano muffe, degrado dei materiali e un impianto costretto a lavorare di più.
Vale per pareti, soffitto e pavimento, come per la porta, che deve essere isolata e a tenuta. Il dettaglio va disegnato in fase esecutiva e controllato in cantiere prima della chiusura delle pareti.
Impianto, ventilazione e rumore
Una cantina in casa climatizzata richiede un impianto dedicato, separato da quello dell’abitazione. Il progetto deve prevedere fin dall’inizio dove collocare l’unità, come scaricare la condensa e dove espellere il calore. Le vibrazioni vanno tenute lontane dalle bottiglie. Griglie, macchine e canali vanno integrati nell’architettura, non nascosti all’ultimo momento.
Luce e materiali
Il vino teme la luce intensa. Nelle cantine a vista si usano sorgenti a bassa emissione di calore, accese solo quando servono, con il fascio orientato sull’architettura più che sulle bottiglie; il tema è ripreso nella guida al progetto illuminazione casa. I materiali devono reggere un ambiente umido nel tempo e seguire lo stesso criterio del resto della casa, in continuità con gli interni.


Le aziende per la conservazione del vino
Nel database di marchi dello studio la conservazione del vino rientra nelle apparecchiature da cucina. Quattro aziende presenti nel database hanno a catalogo cantinette da incasso a temperatura regolabile:
- Gaggenau: serie Vario 400, cantinette da incasso fino a tre zone di temperatura, vetro che filtra i raggi UV e filtro ai carboni attivi.
- Miele: enoteche da incasso per nicchie da 45, 88 e 178 cm, con zone regolabili separatamente.
- Sub-Zero: linea Wine Storage.
- Fhiaba: cantine da incasso e sottopiano a due zone di temperatura, con vetro schermato contro i raggi UV.
Sono apparecchi da incasso, adatti a collezioni da qualche decina a un centinaio di bottiglie secondo i dati dei produttori consultati il 31 ottobre 2026. Una cantina più grande, climatizzata come locale, richiede invece l’impianto dedicato descritto sopra. Le caratteristiche dei singoli modelli vanno verificate sulle schede ufficiali.
Domande frequenti sulla cantina in casa
Quanto spazio serve per una cantina in casa?
Dipende dal numero di bottiglie, dal tipo di scaffalatura e dallo spazio per muoversi. La dimensione si definisce dopo aver stabilito capacità e uso.
Si può ricavare in una casa esistente?
Sì, se il locale consente di realizzare isolamento, barriera al vapore e impianto. La verifica va fatta sul posto, controllando l’umidità delle pareti.
Serve sempre un impianto di climatizzazione?
Non sempre: un interrato con condizioni stabili può richiedere interventi limitati. La risposta viene dalla misura delle condizioni del locale nel corso dell’anno.
Quando va pensata nel progetto di una villa?
Nel progetto preliminare, perché incide su impianti, stratigrafia delle pareti e altezze.
Approfondire
Altre letture: ville moderne, la spa in una villa privata e gli interni delle ville. Per valutare una cantina all’interno di un progetto residenziale si può scrivere allo studio dalla pagina Contatti.
Fonti: Liebherr, Altroconsumo. Consultate il 31 ottobre 2026.


